IL BABY FOOD

Se sei alle prese con il baby food o vorresti capire come comportarti in merito, questo articolo fa per te! Per baby food s’intende, innanzitutto, l’insieme dei prodotti specifici per l’alimentazione dei bambini della fascia d’età 0-3 anni. Si tratta, evidentemente, di una tematica che ha alimentato il dibattito negli ultimi anni, tra favorevoli e contrari.

Vediamo meglio di che cosa si tratta e, se lo si desidera, quando e come se ne può fare a meno.

Cos’è il baby food?

I prodotti specifici per la prima infanzia rappresentano uno dei settori più redditizi dell’industria alimentare. Originariamente questi alimenti sono nati per un fattore di comodità. È innegabile, infatti, che siano un grande aiuto alle mamme lavoratrici con poco tempo in cucina. Presto, poi, il baby food ha iniziato a essere sponsorizzato dai pediatri e dalle aziende del settore. La loro maggiore genuinità e sicurezza per la salute dei bambini deriverebbe, infatti, dagli standard qualitativi imposti dalla legge. Negli ultimi anni, però, la tendenza del baby food, esplosa con il boom demografico post bellico, sembra essersi invertita.

 

Il baby food ieri e oggi: l’“autosvezzamento”

 

Oggi sono molte le famiglie che hanno iniziato a prediligere alimenti freschi e fatti in casa ai prodotti industriali per bambini. Parallelamente, molti pediatri hanno cominciato a promuovere il cosiddetto “autosvezzamento”, definito anche “alimentazione complementare a richiesta”. Contrariamente allo svezzamento tradizionale, questo non prevede l’utilizzo di prodotti specifici per bebè come farine, liofilizzati e omogenizzati. Non è altro che un ritorno al “divezzamento”, come facevano nonne e bisnonne: mettendo a tavola il bambino con loro!

Il dibattito

 

Non mancano, tuttavia, le critiche a questa forma di svezzamento che da diversi esperti è considerata anti fisiologica.  Essa, infatti, non sarebbe rispettosa delle tempistiche di maturazione dell’apparato digerente del bambino. Proprio per questo, se si sceglie l’alimentazione complementare a richiesta, è fondamentale avere alcune accortezze. Per prima cosa, ad esempio, attenzione all’introduzione delle fibre: nei primi anni devono essere ridotte al minimo. L’intestino immaturo del bambino deve, infatti, imparare ad assorbire tutti i nutrienti.

 

I vantaggi del baby food

Molte famiglie – e altrettanti pediatri – preferiscono, quindi, continuare a utilizzare il baby food perché lo ritengono più sicuro. In effetti, grazie alle rigorose norme vigenti in materia, questi prodotti devono (o almeno, dovrebbero) essere garantiti. Il baby food deve contenere meno pesticidi e micotossine rispetto al cibo “per adulti” dove sono, invece, in quantità maggiori. Questo è indispensabile: il bambino tra 0 ed 3 anni è più fragile e predisposto alle contaminazioni tossicologiche e biologiche!

 

Cibo a misura di bambino

 

Come scegliere, allora, il cibo e come cucinarlo perché sia a misura di bambino? Se decidi di utilizzare baby food cerca di prediligere marchi a produzione biologica e provenienti dall’UE. Allo stesso modo, se opti per alimenti “normali”, acquista prodotti freschi e di stagione, biologici e preferibilmente a km 0. Riduci al minimo gli alimenti confezionati, imparando a leggere le etichette: devono contenere pochi ingredienti, zero additivi, coloranti e dolcificanti.

Sostituisci il baby food con verdure fresche e farine classiche

A prescindere che tu scelga uno svezzamento tradizionale o l’autosvezzamento, è possibile evitare, o ridurre, il consumo del baby food. Se preferisci uno svezzamento tradizionale, considera che la base delle pappe è composta dal brodo vegetale. Puoi, quindi, acquistare verdure fresche (di stagione e preferibilmente biologiche a km 0) e preparare tu stessa il brodo. Ti basterà aggiungere alle verdure qualche cucchiaio di passato e gli altri ingredienti.
Al posto delle farine di cereali precotte in commercio scegli, poi, le farine classiche o direttamente i cereali in chicchi. Eventualmente puoi dotarti di un piccolo mulino per macinare i chicchi e ottenere una farina fatta in casa. Altrimenti, cuoci i cereali e passali fino a ottenere una crema di cereali completamente homemade.

Dire addio agli omogeneizzati preconfezionati

 

Gli omogeneizzati di carne e pesce preconfezionati possono essere facilmente sostituiti dalle materie prime fresche. L’opzione migliore è acquistare i prodotti dai propri rivenditori di fiducia che abbiano prodotti di qualità e di origine controllata. Basterà poi cucinare la carne a vapore e frullarla, oppure, se preferisci, cuocerla in un omogeneizzatore. Ancora più semplice è rinunciare agli omogeneizzati alla frutta: sarà sufficiente cuocere la frutta a vapore (o nell’omogeneizzatore). Quindi, grattugiala o usa un “ciucciotto” in cui inserirla affinché venga succhiata dal bambino.

L’alimentazione complementare a richiesta

 

Se, infine, preferisci l’alimentazione complementare a richiesta, tieni presente almeno due aspetti. Quest’abitudine, infatti, prevede che il bambino sieda a tavola con il resto della famiglia e assaggi quello che vuole. Conseguentemente devono essere presenti alimenti adatti a un bambino piccolo, con preferenza per gli alimenti freschi, di stagione e biologici. Cucinali con cotture light (ad esempio a vapore) e limita sale e condimenti. Se deciderai di svezzare il tuo bambino in questo modo non avrai bisogno di baby food o di preparare pappe! Tutto chiaro? Ora la scelta è tua!

Articolo scritto da Redazione

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COMMENTI

Tutti i vostri commenti su IL BABY FOOD

  • Elisabetta - 7 Settembre 2018 7:25

    Ciao Benedetta, grazie dell’articolo. Ho iniziato l’autosvezzamento da 1 mese, avrei bisogno di un paio di consigli. Come preparare e conservare gli omogeneizzati e per quanti giorni posso tenerli in frigo, e, qualche ricetta per quelli con il pesce.

    GRAZIe mille