IMPARIAMO A CONOSCERE LA SCADENZA DEGLI ALIMENTI

Per fare la spesa di tutti i giorni in maniera corretta, è molto importante conoscere le scadenze degli alimenti. Saperle leggere e interpretare in modo giusto è, infatti, fondamentale per un consumo senza rischi per la salute.
Cerchiamo, dunque, di capirne di più. Quali sono i criteri su cui ci si basa per apporre la scadenza sugli alimenti? In che modo questa viene calcolata? E soprattutto come dobbiamo regolarci se ci capita di consumare cibi già scaduti da qualche giorno? Ecco i nostri consigli.

 

Impara a conoscere i tuoi diritti di consumatore

Oggi abbiamo la Federconsumatori che si occupa di tutelare tutti noi e controlla che le norme in vigore siano rispettate. Questi accorgimenti servono a difendere i diritti degli acquirenti ma i primi a prestare attenzione dobbiamo essere noi! Nel fare la spesa quotidiana siamo, infatti, noi a dover porre attenzione a quanto leggiamo sulle confezioni.

 

La data di scadenza degli alimenti: un obbligo di legge

Tutti i prodotti alimentari in commercio, con pochissime eccezioni, devono riportare per legge una data di scadenza. Si tratta di una garanzia che consente all’acquirente di controllare che il prodotto sia fresco e consumarlo in tutta tranquillità. Vi sono, però, delle distinzioni fondamentali che devono essere effettuate, sulla base della categoria a cui gli alimenti appartengono. Ci sono, infatti, alcuni prodotto esclusi dall’obbligo, che possono essere venduti anche senza la data di scadenza sulla confezione. Si tratta, per esempio, di zucchero, sale, aceto in bottiglia, gomme e caramelle, gelati e alcune tipologie di alcolici.

Prodotti a brevissima, breve e lunga scadenza

Quando presente, la data di scadenza deve essere indicata in modo chiaro e leggibile e deve essere facilmente individuabile. In base alla tipologia di alimento, si distinguono prodotti con scadenza breve e quelli che si conservano più a lungo. Per i prodotti a breve o brevissima scadenza, troverai sulla confezione giorno, mese e anno. Per quelli che tendono a conservarsi oltre i 18 mesi, la legge stabilisce che possa essere omessa la prima parte. In questo caso, dunque, troverai indicato soltanto l’anno. Mese e anno sono, infine, presenti sui prodotti che scadono in un arco di tempo compreso tra i 3 e i 18 mesi. È il caso di alcuni formaggi confezionati.

 

La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”

Sicuramente avrai sentito parlare della differenza, molto importante, tra le due diciture “da consumarsi preferibilmente entro” e “consumarsi entro”. La prima viene apposta sui prodotti che nel tempo non rischiano di perdere le loro caratteristiche. Il loro consumo, quindi, oltre la data riportata sulla confezione non mette a rischio la salute. La dicitura “da consumarsi entro” si trova sulle confezioni dei prodotti alimentari che oltre quella data rischiano di diventare nocivi. È meglio, dunque, evitare di consumarli una volta superata la data indicata come scadenza.

 

L’importanza della conservazione in frigo o in dispensa

 

Il consumo dei cibi oltre il periodo indicato è possibile solo in certe condizioni. Quando, cioè, questi alimenti sono conservati alla giusta temperatura e in ambienti non umidi. Pensa, per esempio, alla pasta o al miele, così come ai legumi secchi. Secondo gli esperti, poi, certi cibi possono essere mantenuti diversi giorni oltre la scadenza sia in dispensa sia in frigorifero. È il caso dei pelati, in bottiglia o in barattolo, che si possono consumare anche oltre la scadenza.

 

Fai attenzione ai prodotti freschi

Ovviamente, alcuni prodotti freschi devono essere necessariamente consumati entro la data prestabilita. Nel tempo, infatti, potrebbero non solo perdere le loro caratteristiche e le loro proprietà nutritive, ma anche diventare potenzialmente nocivi. Questo discorso vale per il latte, per i formaggi freschi e per lo yogurt. Attenzione anche alle uova, che dovrebbero essere consumate sempre fresche o comunque entro pochi giorni. Le nostre nonne sapevano bene tutto ciò! Prima che entrassero in vigore le norme attuali, conoscevano già le tempistiche da rispettare per la conservazione.
Ora che hai letto questi consigli, non ti resta che leggere sempre l’etichetta e comportarti di conseguenza. Buona spesa!

Articolo scritto da Redazione

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