I TERMOMETRI ALIMENTARI IN CUCINA

I termometri alimentari non sono solo strumenti da chef stellati, ma veri e propri alleati nelle preparazioni quotidiane. In ogni ricetta, infatti, che richieda il forno o meno, la temperatura esatta è fondamentale per la riuscita del piatto. Anzi, pensiamo: se anche i grandi cuochi ricorrono all’“aiuto” dei termometri in cucina, perché non farlo anche noi? In questo modo possiamo ridurre il rischio di bruciare un piatto o portare in tavola una torta mal cotta.

Ovviamente anche le nostre nonne conoscevano qualche trucchetto tramandato di generazione in generazione. Alzi la mano chi non ha mai usato lo stuzzicadenti o uno stecchino di legno per verificare una cottura? Ecco, possiamo pensare ai termometri come un’evoluzione delle tradizioni.

Ne esistono di due tipologie fondamentali: da contatto (o a inserimento) e senza contatto (o a infrarossi). Se questi ultimi sono strumenti altamente professionali e con costi elevati, i primi invece sono alla portata di tutti. Vediamo, dunque, quali sono e come usare i termometri alimentari in cucina.

Il termometro da arrosto

Al primo gruppo appartengono i termometri da arrosto a inserimento. Il termometro da temperatura al cuore (detto anche da arrosto) è costituito da una sonda metallica lunga tra i 10 e i 15 cm. Questa, inserita nella carne, ne misura la temperatura al centro per verificarne la corretta cottura. Attenzione: alcuni di questi termometri resistono al calore del forno, altri no e quindi devono essere utilizzati per una rilevazione veloce.

Possono essere sia analogici sia digitali e per una corretta misurazione devono essere inseriti nella zona meno grassa della carne. Scegli, perciò, un punto in cui le carni siano particolarmente polpose. In caso di hamburger o costolette, invece, inserisci il termometro orizzontalmente; agevolerà la misurazione. In media sono sufficienti 20 secondi per leggere il valore preciso sulla scala graduata (tra i 50 °C e i 130 °C).

 

Il termometro da forno e per friggere

Anche per il forno esiste un termometro ad hoc. Quando il nostro elettrodomestico raggiunge la temperatura che abbiamo impostato, questa è comunque soggetta a variazioni. Inoltre, punti diversi del forno hanno temperature differenti: come fare? Ci viene in aiuto il termometro da forno. Realizzato in acciaio inossidabile, è da appendersi alla griglia tramite un gancio e misura la temperatura del forno.

Fra i termometri da contatto c’è anche il termometro per friggere, utile per chi non ha in casa la friggitrice. Nella frittura, infatti, la temperatura dell’olio deve essere perfetta per avere alimenti croccanti al punto giusto. Altrimenti il risultato non è all’altezza delle aspettative e può, anzi, essere dannoso per la salute. Questo tipo di termometri da contatto ha una clip che si fissa al bordo della pentola per controllare con costanza l’olio.

Il termometro a sonda e da zucchero

Il termometro a sonda per alimenti è solitamente digitale e misura temperature variabili da sotto zero fino a 300 °C. Un segnale acustico avvisa quando si raggiunge la temperatura perfetta. Può essere dotato di sonda a filo; in tal caso, si può procedere alla misurazione anche a forno acceso. Questo termometro è particolarmente adatto per i lievitati, le grigliate e le cotture sul barbecue.

Se amate preparare il caramello, non può mancare in cucina il termometro da zucchero detto anche caramellometro. Simile al vecchio termometro ma privo di mercurio, è in vetro e acciaio e serve a misurare la temperatura dei liquidi. È sufficiente agganciarlo al bordo del tegame oppure sistemarlo verticalmente al centro se dotato del supporto specifico. Le temperature che misura vanno da circa 70 a circa 200 °C e si usa anche per sciroppi e latte.

 

Altri termometri: da vino, da yogurt e da cioccolato

Per i palati più raffinati c’è, poi, il termometro da vino (spesso, oggetto regalo per gli amici intenditori). Serve a controllare la temperatura all’interno della bottiglia in modo da presentare il vino per apprezzarlo al meglio. Ne esistono di molti tipi, dai più semplici a quelli più tecnologici – e, ovviamente, costosi –. Tra i più moderni c’è quello a cristalli liquidi che si presenta come una fascia da disporre attorno alla bottiglia.

Ultimi due tipi di termometri che vediamo sono quello da yogurt e da cioccolato. Il termometro da yogurt funziona a immersione e serve per verificare che la temperatura sia giusta per la fermentazione. Il termometro da cioccolato, invece, serve per temperare o concare il cioccolato e anch’esso funziona a immersione. Buona misurazione!

Articolo scritto da Redazione

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