UVA E VENDEMMIA

In questo periodo l’uva è la protagonista indiscussa delle nostre tavole e, con la vendemmia, diventa anche un’attività che occupa le giornate di molti.

Ultimamente io e Marco siamo pieni di lavoro fino al collo e non possiamo cimentarci tra i filari ma, a parer mio, raccogliere l’uva è davvero un’esperienza emozionante anche se impegnativa.

Ma tutte le uve sono uguali? E come ci si prepara alla vendemmia?

Non tutta l’uva infatti è fatta per diventare vino e, grossomodo, si può dividere in due categorie a seconda dell’acino:

Uva da tavola

La sua buccia è sottile, la polpa è ben compatta e il sapore è molto dolce e zuccherino. È, insomma, l’uva da mangiare subito appena raccolta e da servire a tavola come spuntino o a fine pasto. Le varietà sono ovviamente tantissime con o senza semi.

Uva da vino

A differenza di quella da tavola, è più acidula e ha una polpa meno soda ma tanto succosa. Proprio questo suo gusto aspro-dolce è ideale non solo per il vino ma anche per creare abbinamenti interessanti in cucina per esempio d’accompagnamento ai formaggi, primi piatti e carne oltre che, naturalmente, accostato ai dolci.

Taglio dell’uva

Di solito si lavora in coppia lungo il filare e, i grappoli raccolti, si depositano in un semplice cestino di vimini. Alcuni hanno addirittura appositi recipienti di plastica che si trovano ai piedi della vite per accogliere i raspi, sicuramente comodi. Una volta individuati quelli maturi, si eliminano le foglie secche e gli eventuali chicchi “mal ridotti”, magari quelli con un po’ di muffa. Una volta che il cestino è bello pieno, si riversa il contenuto nelle vasche apposite poste sui trattori che poi andranno in cantina per la pigiatura.

 

Il mio “look” da vendemmia

Trattandosi di un lavoro che si compie principalmente per ore sotto il sole, alcuni accorgimenti è bene prenderli non solo per questioni di comodità, ma proprio di sopravvivenza!

In primis, quindi, un bel cappellino in testa o una bandana di cotone, poi una camicia leggerissima che mi ripari almeno parzialmente le braccia perché, non solo ci si sporca parecchio ma, per tagliare i grappoli, ci si può anche graffiare. Per la parte inferiore del corpo, invece, preferisco optare per dei vecchi e comodi jeans e, ai piedi, scarpe robuste tipo trekking che, specie nei vigneti molto in pendenza, tornano utilissimi per mantenere la stabilità e non scivolare. Alcuni mettono anche gli stivali di gomma, dipende dalle preferenze. Infine, fondamentali, guanti (rinforzati e antiscivolo) e cesoie per tagliare di netto i raspi.

 

Oltre al giusto “equipaggiamento”, ritengo altrettanto importante:

Bere molto (ma non vino eh!)

Fare una pausa pranzo leggera

Anche voi amate l’uva in ogni sua forma? Vi siete mai cimentati nella vendemmia? Aspetto di leggere le vostre esperienze a riguardo!

 

Buona scorpacciata di uva (e vino!),

Benedetta

Articolo scritto da Redazione

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