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Una sfoglia sottile e croccante, ottenuta con pochi e semplici ingredienti: è il pane carasau, una delle specialità iconiche della cucina sarda. Molto apprezzato lungo tutto lo Stivale, soprattutto per via della sua grande versatilità, è ormai facilmente reperibile in tutti i supermercati. Si abbina a tantissimi alimenti ed è anche protagonista di ricette assai gustose.
Cos’è il pane carasau

Cos’è il pane tipo carasau, esattamente? Partiamo dalle sue origini: alcuni reperti archeologici trovati in Barbagia, regione montuosa della Sardegna centrale, suggeriscono che il pane carasau esistesse in qualche forma già nell’Età del bronzo. Per lungo tempo le donne sarde hanno mantenuto l’usanza di prepararlo per i pastori, che trascorrevano anche mesi lontani da casa, e avevano perciò bisogno di cibo che durasse a lungo.
Gli ingredienti del pane carasau sono pochi e semplici: semola rimacinata di grano duro, acqua, sale e lievito di birra fresco. La realizzazione, invece, è piuttosto lunga e complessa.
Preparazione del pane carasau

Si inizia mescolando gli ingredienti e lavorandoli con pazienza, fino a ottenere un panetto morbido e liscio, che poi si lascia lievitare per un paio d’ore. Trascorso questo tempo, si stende con il mattarello formando un disco dallo spessore di circa 3 millimetri.
A questo punto si trasferisce il disco in una teglia precedentemente infarinata con semola di grano duro e si lascia cuocere per pochi istanti in forno, giusto il tempo che la pasta si gonfi.
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Dopo aver tolto la sfoglia dal forno, si taglia orizzontalmente in modo da ottenere due dischi ancora più sottili, che vanno nuovamente messi in forno per 7-8 minuti, fino a quando risultano asciutti e molto croccanti. La doppia cottura del pane carasau è il passaggio chiave: per la prima infornata, la temperatura del forno deve arrivare al massimo; per la seconda, sono sufficienti 180 °C. Tradizionalmente, per la cottura, si usava il forno a legna.
Ricette con pane carasau

Veniamo alla parte che più ci sta a cuore: come si mangia il carasau, chiamato anche carta musica proprio perché sottilissimo? Innanzitutto, è talmente buono possiamo gustarlo anche senza aggiungere nulla, come semplice snack.
Si tratta comunque di un’ottima base per antipasti, grazie alla sua consistenza croccante e a quel sapore che si sposa benissimo con tanti altri. Deliziosa è la millefoglie di pane carasau, da gustare sia con i piatti di mare che con quelli di terra; tra gli altri ingredienti ci sono i pomodorini, la stracciatella di mozzarella, i pinoli e le olive taggiasche.

In Sardegna amano consumare il pane carasau con salumi e formaggi stagionati oppure freschi (anche spalmabili), e questo è un gustoso esempio da seguire. In alternativa possiamo condirlo con olio extravergine di oliva, sale e rosmarino (quest’ultimo opzionale) e ripassarlo velocemente in forno, meglio se in modalità grill: ecco il pane guttiau, a sua volta una specialità sarda.
Un’altra idea? La pizza di pane carasau: distribuiamo sui fogli di pane una generosa quantità di passata di pomodoro, condiamo con un giro d’olio, poi aggiungiamo mozzarella tagliata a pezzetti e qualche fogliolina di basilico. Attiviamo la funzione grill del forno e lasciamo cuocere il tutto per un paio di minuti.
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Per un’occasione speciale possiamo preparare le lasagne di pane carasau. Scegliamo liberamente gli ingredienti e procediamo come sempre, semplicemente usando questo pane sardo al posto delle classiche sfoglie all’uovo. Con il calore diventerà morbidissimo, proprio come la pasta: il risultato sarà una sfiziosa sorpresa.
Tornando alla tradizione sarda, non possiamo non citare anche il pane frattau con salsa di pomodoro e formaggio grattugiato, coronato dall’uovo in camicia.
Come conservare il pane carasau

Come si conserva il pane carasau una volta aperto? Si tratta di un prodotto a lunga conservazione, è vero, ma se non usiamo i metodi giusti può diventare molle. Prima regola: non dobbiamo metterlo in frigo, perché l’umidità è sua nemica. Seconda regola: bisogna tenerlo lontano da fonti di calore e dalla luce del sole.
L’ideale è sistemarlo in un posto fresco e asciutto, dopo averlo chiuso in un contenitore ermetico oppure infilato in un sacchetto per alimenti con chiusura a zip. Si mantiene bene per 10-15 giorni. Se perde comunque un po’ di croccantezza, nessun problema: riscaldiamolo brevemente nel forno e tornerà (quasi) come prima!
Paneangeli
PENNY
L’Angelica








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