Quando si pianta l’aglio?

Quando si pianta l’aglio?

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L’aglio è un piccolo ma prezioso ingrediente: non solo insaporisce e profuma i piatti più diversi, ma è anche protagonista di sfiziose preparazioni: pensiamo alla salsa all’aglio, per esempio. Inoltre contiene sostanze che fanno bene alla salute. Avete mai pensato di coltivare l’aglio? Nell’orto, svela un’altra virtù: giova alle altre colture, perché gli insetti e i batteri lo tollerano a fatica e quindi tendono a starsene alla larga! D’altra parte, possiamo tranquillamente coltivarlo anche in vaso. Vediamo, dunque, quando si pianta l’aglio e come ottenere piantine rigogliose.

Il periodo migliore per piantare l’aglio

Quando si pianta l’aglio e qual è il miglior periodo per seminarlo? Non c’è un’unica risposta, abbiamo più possibilità. Molto dipende dalla zona in cui ci troviamo: se è caratterizzata da un clima mite, è preferibile piantare l’aglio in autunno, tra ottobre e novembre. La “semina” in autunno permette la formazione di solide radici in anticipo e lascia più tempo agli spicchi di formarsi bene. In alternativa, possiamo procedere tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quindi tra febbraio e marzo.

Se invece ci troviamo in un luogo dal clima freddo, evitiamo l’autunno e piantiamo l’aglio solo tra febbraio e marzo. L’aglio sopporta bene le basse temperature, anche quelle pari a circa -10 °C e addirittura inferiori; tuttavia è più saggio attendere che l’inverno volga al termine, se particolarmente rigido.

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Come coltivarlo in vaso o nell’orto

Per amore di precisione, diciamo che usare il verbo “seminare” non è corretto. Ci sono alcune eccezioni, ma in generale l’aglio non produce semi fertili: la riproduzione avviene tramite spicchi, quindi sono quelli che dobbiamo piantare.

Che si tratti dell’orto o del vaso, il procedimento e le regole generalmente non cambiano. Tanto per cominciare, è fondamentale posizionare gli spicchi con l’apice rivolto verso l’alto, perché è da lì che poi spunterà il germoglio; dalla parte opposta, invece, cresceranno le radici: questo è il primo segreto per ottenere piantine belle e vigorose. Ogni spicchio dev’essere collocato a circa 3-4 cm sotto il terriccio, non oltre.

L’aglio ha bisogno di un terreno leggero e poco compatto, altrimenti c’è il rischio che il bulbo resti piccolo. Fondamentale è un buon drenaggio: l’umidità e i ristagni d’acqua minacciano di causare malattie fungine. Non esageriamo con il concime: possiamo anche farne del tutto a meno e unire del compost al terreno nel momento in cui piantiamo gli spicchi. Nell’orto è doveroso vangare a fondo, rompere le zolle e togliere i sassi, per poi livellare il letto di “semina”. Se invece vogliamo piantarlo nei vasi, una buona mossa è distribuire uno strato di ghiaia sul fondo prima di aggiungere il terriccio.

L’aglio non necessita di molta acqua: se si trova in pieno campo, possiamo lasciar fare alle piogge. Giusto in primavera e in estate, nel caso in cui piova poco, dobbiamo irrigare di tanto in tanto (un paio di volte alla settimana). Quando il bulbo appare ormai sviluppato, però, non dobbiamo più bagnarlo per non favorire muffe e malattie.

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Trucchi per far crescere bene l’aglio

Quando si pianta l’aglio, nell’orto oppure in vaso, è bene tenere a mente qualche semplice trucchetto che permette di ottenere il massimo dei risultati.

  • Ricordiamo di non sbucciare gli spicchi prima di interrarli, in modo da proteggerli dai parassiti e dal rischio che marciscano.
  • Se piantiamo l’aglio in pieno campo, lasciamo almeno una decina di cm tra uno spicchio e l’altro e cerchiamo di creare tra le file una distanza di 20-25 cm.
  • C’è poi un trucco che appartiene alla tradizione contadina e non ha alcun fondamento scientifico, però pare proprio che funzioni: piantare l’aglio in fase di luna calante. Sembra che in questo modo la parte sotterranea della pianta si sviluppi molto meglio: provare non costa nulla!

Quando raccoglierlo e come conservarlo

usare l'aglio come repellente per le piante

Non c’è un unico momento per raccoglierei bulbi d’aglio, dipende dal clima e da quando l’abbiamo piantato. La regola generale è la seguente: si raccoglie quando il gambo, ossia la parte della pianta che cresce esternamente, appare secco. A quel punto della crescita si piega facilmente e toccandolo sembra “vuoto”. In media, questo accade a 5-6 mesi dalla “semina“. Una volta cresciuto, dobbiamo semplicemente tirare l’aglio, estraendolo dal terreno, e lasciarlo asciugare per un paio di giorni al sole.

Infine appendiamo l’aglio in un luogo fresco e ombreggiato; in alternativa possiamo creare delle trecce con le teste d’aglio, proprio come si faceva una volta e ancora si fa. Per conservare l’aglio possiamo metterlo sott’olio, sott’aceto e persino in salamoia.

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Benedetta Rossi

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