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Le bulbose da fiore sono piante semplicissime da coltivare e possono riempire i nostri giardini e le nostre case di bellissimi fiori. Tra le bulbose più note troviamo il giacinto, il tulipano, il narciso, il giglio, la calla, il ciclamino, la clivia, il crocus, la dalia e l’amaryllis. Vediamo insieme come coltivarle e come prendercene cura perché ci regalino tanti fiori colorati.
Cos’è un bulbo

Per non sbagliare la coltivazione delle bulbose, dobbiamo innanzitutto capire cos’è un bulbo, qual è la sua funzione e il suo ciclo vitale. Il bulbo è quella parte della pianta dove si accumulano tutte le sostanze nutritive, che le serviranno nel momento in cui avrà una ripresa vegetativa, ossia la fase primaverile di risveglio dopo il riposo invernale. Nella parte apicale del bulbo si svilupperanno le gemme, che daranno vita alle foglie e ai fiori; nella parte basale invece usciranno le radici.
Come piantare i bulbi
Possiamo piantare i nostri bulbi in due modi: in acqua (specialmente per il giacinto) e in terra. Per piantarli correttamente dobbiamo innanzitutto fare attenzione al verso: mettiamoli con la parte apicale verso l’alto, per evitare che la parte vegetativa faccia fatica a svilupparsi.
Coltivare i bulbi in terra

Per coltivare i bulbi in terra, dobbiamo procurarci del terriccio drenante e mettere dell’argilla espansa sul fondo del vaso. Interriamoli in modo che la parte apicale sia verso l’alto, per permettere alla parte vegetativa di uscire con facilità dal terreno. Diamo l’acqua al bulbo e sistemiamo il vaso in una zona ben illuminata. In seguito irrighiamo soltanto quando il terreno è veramente asciutto: mantenerlo troppo umido rischia di far marcire il bulbo.
Naturalmente possiamo piantare i bulbi anche nelle aiuole e in giardino: all’esterno, con tanta terra a disposizione, daranno il meglio di sé. Negli anni successivi alla messa a dimora si moltiplicheranno in bulbilli, piccoli bulbi che poi a loro volta cresceranno. Non dobbiamo poi estirpare i bulbi interrati, poiché in giardino beneficeranno di un microclima che li proteggerà dal freddo invernale.
Coltivare i bulbi in acqua

Alcuni bulbi possono essere coltivati anche in acqua: il giacinto è l’esempio più comune, ma anche il tulipano e l’amaryllis. Per fare in modo che cresca bene e che anche in questo caso il bulbo non marcisca, bisogna scegliere un contenitore adatto, ossia un vaso o un bicchiere che non abbia un’imboccatura troppo larga. Solo la base del bulbo dovrà stare a contatto con l’acqua: in questo modo le radici potranno allungarsi e crescere e il resto del bulbo non marcirà.
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Quando l’acqua diminuisce, dobbiamo sollevare leggermente il bulbo, aggiungere un po’ d’acqua e appoggiarlo di nuovo nel vaso: l’importante è che non superi mai il livello delle radici.
Per i nostri bulbi coltivati in acqua possiamo usare l’acqua del rubinetto, a meno che non sia molto ricca di cloro: in quel caso è meglio utilizzare l’acqua in bottiglia. Inoltre non è necessario cambiarla: può succedere che si intorbidisca leggermente, ma non fa differenza per i bulbi.
Il ciclo vegetativo delle bulbose

Le bulbose hanno un ciclo vegetativo, composto da diverse fasi: accrescimento, fioritura, caduta dei fiori e appassimento delle foglie e infine riposo vegetativo. Questa ultima fase non significa che la pianta sia morta, ma va incontro a un processo naturale: quando sfiorisce, la pianta letteralmente “si riposa”. Si tratta di una sorta di dormienza che permette alle bulbose di conservare le energie e i nutrienti per germogliare nella stagione successiva (la primavera o l’estate a seconda del bulbo).
Durante il riposo vegetativo dobbiamo lasciare che la pianta appassisca, senza togliere tutte le foglie, e sospendere le irrigazioni: ce la dobbiamo proprio dimenticare! Quando le foglie saranno completamente secche possiamo toglierle e poi lasciare il nostro vaso in un luogo riparato, lontano dal gelo, in attesa che si alzino di nuovo le temperature e si allunghino le giornate.
Se il vaso in cui abbiamo piantato i nostri bulbi è abbastanza grande, possiamo lasciarli dove si trovano. Al contrario, se il vaso è un po’ piccolo e pensiamo che sia il caso di trapiantare i bulbi procediamo in questo modo:
- Una volta sfioriti, delicatamente estraiamoli dalla terra, eliminiamo tutte le foglie e le radici, togliamo la terra venuta a contatto con il bulbo.
- Lasciamoli asciugare per circa una settimana.
- A questo punto possiamo conservarli in sacchetti di carta in un luogo asciutto, a una temperatura piuttosto fresca.
- Quando sarà di nuovo la stagione per metterli a dimora, li pianteremo nuovamente.
- La stessa cosa si può fare con i bulbi coltivati in acqua: una volta appassiti i fiori e seccate le foglie, li eliminiamo insieme alle radici, li facciamo asciugare e li conserviamo in un luogo fresco e asciutto.
Differenza tra coltivazione in terra e coltivazione in acqua

I giacinti ad esempio si possono coltivare sia in terra che in acqua. Se decidiamo di coltivarli in acqua, una volta raggiunta la fase di riposo vegetativo e dopo averli fatti asciugare e averli conservati, non possiamo di nuovo coltivarli in acqua, perché non fiorirebbero. Questo è dovuto alla differenza tra la coltivazione in terra e in acqua.
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Il bulbo coltivato in terra, mentre inizia ad appassire, prende tutti i nutrienti dal terreno e li conserva al suo interno. I nutrienti saranno il motore per una crescita ottimale e una fioritura eccellente. Questo processo non avviene in acqua, soprattutto se non aggiungiamo del concime: per questo motivo, l’anno successivo abbiamo bisogno di piantare in terra un bulbo precedentemente coltivato in acqua.
Quando piantare i bulbi

Il periodo migliore per piantare i bulbi dipende dalla tipologia: ci sono dei bulbi a fioritura primaverile, a fioritura estiva e a fioritura invernale. Sulla confezione è riportato il periodo migliore per mettere a dimora ogni tipo di bulbo. Tulipani, giacinti, narcisi e fresie vanno interrati verso ottobre-novembre per una fioritura primaverile; amaryllis, gigli, gladioli e dalie invece vanno piantati ad aprile per fiorire in estate; ciclamini e crocus verso agosto, per vederli fioriti in inverno.
Perché il bulbo non fiorisce?

Aspettiamo che il nostro bulbo si riempia di fiori ma questo non avviene? Le cause potrebbero essere due: l’abbiamo coltivato di nuovo in acqua oppure non gli abbiamo fatto fare la vernalizzazione. Il bulbo deve “sentire freddo” durante il riposo vegetativo, in inverno: se abbiamo conservato i bulbi a temperature superiori ai 10-12 °C, non avranno lo stimolo durante la ripresa vegetativa a crescere bene e a fiorire.
Forzatura dei bulbi
La fioritura dei bulbi può essere anche forzata: se vogliamo vederli fioriti anche al di fuori del periodo in cui lo farebbero naturalmente, dobbiamo tenere i bulbi in frigorifero in un sacchetto di carta per circa 2 settimane, per simulare una sorta di inverno artificiale. In seguito possiamo piantarli, dandogli poi temperature e luce sufficienti per stimolare la ripresa vegetativa. Ad esempio un bulbo che solitamente fiorisce in primavera, potrà regalarci fiori in autunno con questa forzatura.
Dove tenere le bulbose
I bulbi si possono coltivare in giardino, in balcone ma anche in casa, soprattutto nel momento in cui inizia la fioritura. L’unica cosa di cui dobbiamo tenere conto è che i fiori così dureranno un po’ meno, poiché le temperature sono più elevate e il ciclo risulterà accelerato.
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Commenti (1)
Scrivi un commentoCinzia Chiello
Grazie di tutti i consigli che,all’ occorrenza, tornano sempre molto utili. Giusto oggi,splendida giornata di sole da noi in Lombardia nel canturino (Figino Serenza), abbiamo goduto della vista dei crochi nel nostro giardino.;non estirpandoli,come descritto da Te Benedetta, sono rifioriti anche quest’ anno in tutta la loro bellezza.Grazie e una buona continuazione per Tutto.
15 Febbraio 2026 Rispondi