Pianta di mimosa: come curarla e renderla rigogliosa

Pianta di mimosa: come curarla e renderla rigogliosa

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Colorata, profumata, inconfondibile: la mimosa è tra le piante che annunciano la primavera e ci rallegrano con i suoi fiori gialli. Ed è anche il simbolo storico della Festa della donna. In molte regioni – soprattutto al Sud, in Toscana e lungo la Riviera ligure – cresce spontaneamente, in generose quantità. Per coltivare la pianta di mimosa, possiamo farlo sia in giardino che in vaso: vi assicuro che è facile anche per chi non ha il pollice verde.

Caratteristiche e varietà principali

La mimosa è un piccolo albero sempreverde che, a seconda della varietà, può raggiungere i 15 metri di altezza. Prima questione importante, quindi: non tutte le mimose sono uguali. Alcune varietà risultano più adatte alla coltivazione in giardino, altre si prestano benissimo anche alla coltivazione in vaso (e possono arrivare fino a 2 metri circa). Vediamo insieme le principali.

  • Acacia dealbata: la mimosa più conosciuta in assoluto, proprio quella che associamo alla Festa della donna. Se piantata in giardino, può diventare piuttosto grande. Per questo motivo non è molto adatta alla coltivazione in vaso. I fiori sono di un giallo intenso, soffici e molto profumati, mentre le foglie hanno il tipico colore verde-argento che rende la pianta decorativa anche quando non è in fiore.
  • Acacia dealbata gaulois: assomiglia alla mimosa classica, ma si distingue per una fioritura ancora più abbondante e leggermente più precoce. È una pianta vigorosa, che cresce bene in piena terra e dà il meglio di sé coltivata in giardino, dove ha spazio sufficiente per svilupparsi.
  • Acacia dealbata rustica: come suggerisce il nome, è una varietà particolarmente resistente, in grado di tollerare anche temperature basse. Per quanto riguarda l’aspetto, non presenta grandi differenze: i fiori sono sempre gialli e profumati e le foglie argentee. È una scelta ideale per la coltivazione in giardino, anche nelle zone con inverni un po’ più rigidi.
  • Acacia retinoides: questa mimosa, invece, è diversa dalle altre. Le dimensioni sono più contenute, le foglie più lunghe. I fiori sono giallo-oro e possono comparire più volte durante l’anno, soprattutto nelle zone caratterizzate da un clima mite. È una varietà adatta anche a chi ha poco spazio. Si presta benissimo alla coltivazione in vaso, è una buona scelta sia per il terrazzo che per i semplici balconi.
  • Acacia baileyana: una mimosa molto elegante, con fiori gialli e luminosi, raccolti in piccoli grappoli. È un po’ più delicata rispetto alla mimosa classica, di conseguenza è più indicata per la coltivazione in vaso: diventa più facile proteggerla e ripararla dal freddo in inverno.

Coltivazione e cura

Alcune varietà di mimosa sono più adatte al giardino e altre si possono tranquillamente far crescere nei vasi, ma in generale sono piante molto robuste e facili da coltivare, che non necessitano di particolari attenzioni. Crescono rapidamente e in modo abbondante, regalandoci fioriture spettacolari.

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La mimosa ama il sole e un terreno leggero, sabbioso e ben drenato, perché non sopporta i ristagni d’acqua. Irrigazioni regolari e moderate la aiutano a crescere sana, soprattutto nei periodi più caldi o quando è giovane. Il clima ideale è temperato, tra i 20 °C e i 30 °C, ma riesce a tollerare qualche giorno di siccità senza particolari problemi. Se le temperature salgono troppo, però, è possibile che le foglie si arriccino e che la pianta rischi di scottarsi: dobbiamo quindi assicurarci che il terreno resti leggermente umido e, se è in vaso, sistemarla al fresco.

Le mimose da giardino come la classica acacia dealbata e le cultivar gaulois e rustica possono sopportare brevi (e blande) gelate, mentre le varietà più delicate come l’acacia retinoides o l’acacia baileyana vanno protette con tessuto traspirante o spostate in luoghi riparati quando le temperature scendono sotto lo zero.

Il luogo ideale dove tenere la mimosa le permette di ricevere direttamente la luce del sole per almeno 6 ore al giorno. Per concimarla, basta un po’ di compost o materia organica, 2-3 volte all’anno. Facciamo attenzione agli acari, alle cocciniglie e agli afidi, che si annidano con facilità tra le foglie pennate della mimosa: un ottimo rimedio naturale è l’olio di neem.

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Quando fiorisce la pianta di mimosa

Le abbondanti infiorescenze della pianta di mimosa, dal caratteristico colore giallo e a forma di piccolissime palline, compaiono tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera: a febbraio-marzo, per intenderci meglio. Però il periodo di fioritura può variare in base alla zona climatica: nelle regioni più calde, al Sud e in tutte le zone costiere, generalmente la mimosa continua a fiorire fino ad aprile.

Quando potare la mimosa

La potatura della mimosa è importante non solo per questioni estetiche, ma anche per tenere a bada la portata della pianta, considerati i volumi che può raggiungere e la rapidità con cui cresce. Non solo: i suoi rami non sono particolarmente robusti, per cui senza potatura è più facile che il vento e il cattivo tempo possano danneggiare la pianta.

Bisogna procedere subito dopo la fioritura: se potiamo troppo tardi, c’è il rischio di compromettere la fioritura successiva. Non deve essere un lavoro drastico: limitiamoci a eliminare i rami secchi, danneggiati oppure cresciuti in modo disordinato e accorciamo quelli che hanno fiorito, ma senza esagerare: pochi tagli e mirati. La pianta di mimosa si manterrà bellissima e rigogliosa!

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Benedetta Rossi

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