Come conservare il peperoncino: i metodi migliori

Come conservare il peperoncino: i metodi migliori

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In Italia la produzione di peperoncino è notevole: pensiamo al mitico peperoncino calabrese ma anche ad altre regioni prolifiche, come la Campania e il Lazio. Ne usiamo talmente tanto che però dobbiamo ricorrere alle importazioni, soprattutto dall’India, dal Messico e dall’Egitto. Del resto il peperoncino regala sapore e profumo a tantissimi piatti e fa bene alla salute. Ecco perché dobbiamo sapere come conservare il peperoncino, per preservarne sia il gusto che l’aroma. Conoscere i metodi giusti significa avere la possibilità di fare una bella scorta e averlo sempre a portata di mano!

Come conservare il peperoncino fresco

Il peperoncino fresco è colorato, sodo, invitante: basta tagliarlo per essere inebriati dal suo profumo. Il gusto può essere più o meno piccante. Conservare correttamente il peperoncino fresco è importante, altrimenti perde le sue virtù nel giro di pochi giorni.

  • Come prima cosa, asciughiamolo bene: l’umidità è nemica della conservazione.
  • A questo punto possiamo metterlo in un sacchetto di plastica forato o un contenitore ermetico e sistemarlo in frigo. Il posto ideale è il cassetto delle verdure, dove la temperatura resta stabile (intorno ai 7–8 °C) e l’umidità è controllata: condizioni ottimali per mantenere il peperoncino fresco, sodo e profumato più a lungo. In questo modo dura circa una settimana.

Volendo, è anche possibile congelare il peperoncino, intero oppure tagliato a rondelle (dopo lavaggio e asciugatura), da conservare nei i sacchetti per freezer. La durata arriva fino a 6 mesi e, per i piatti che prevedono la cottura, non c’è bisogno di scongelarlo.

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C’è una terza opzione, perfetta per chi ama i sapori intensi: i peperoncini sott’olio o sott’aceto. Ricordiamo di sterilizzare bene i vasetti e coprire completamente i peperoncini per evitare la formazione di muffe o batteri. L’olio al peperoncino che rimarrà nel vasetto è squisito, possiamo usarlo in cucina per condire e cucinare.

Peperoncino essiccato

Essiccare il peperoncino è uno dei metodi più antichi ed efficaci per conservarlo. Durante questo processo, l’acqua che fa parte della sua composizione evapora lentamente e questo si traduce in una più elevata concentrazione di oli essenziali e aroma. Insomma: rispetto a quelli freschi, i peperoncini essiccati hanno un profumo più intenso e un sapore più deciso. Inoltre, la loro consistenza croccante permette di sbriciolarli o macinarli con facilità.

L’ideale è conservali in un barattoli di vetro oppure in sacchetti di carta (che si possano chiudere bene), lontano da umidità, luce e fonti di calore: la dispensa è un posto perfetto. In questo modo, si mantengono al meglio e mantengono anche il loro colore fino a un anno.

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Peperoncino in polvere

Il peperoncino in polvere è una grande comodità: una semplice “spolverata” consente di aggiungere carattere e sapore a qualunque piatto. Possiamo anche prepararlo in casa: ci basta tostare il peperoncino essiccato per qualche secondo in padella e poi macinarlo con un macinacaffè, un mortaio, anche un frullatore. La cosa ancora più bella è la possibilità di definire la grana che preferiamo: grossa, più sottile, sottilissima.  

Come conservare il peperoncino in polvere? Ricordiamo che teme due cose, cioè la luce e l’umidità. Dobbiamo quindi utilizzare barattoli di vetro scuro oppure contenitori ermetici non trasparenti. Se possibile evitiamo la plastica, perché trattiene gli odori. Anche in questo caso, cerchiamo di sistemarlo poi in un luogo fresco e asciutto. In questo modo dura dai 6 ai 12 mesi, però la sua intensità tende a diminuire con il tempo.

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