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I campi di lavanda sono spettacolari in foto, figuriamoci dal vivo. Chi fa questa esperienza resta praticamente incantato e porta con sé un ricordo speciale e indelebile. Ma c’è un’altra cosa bella: è possibile anche coltivare la lavanda in vaso. Certo, non otteniamo lo stesso effetto di quelle grandi distese, però è comunque una gioia per gli occhi e per l’olfatto! Molti di voi mi chiedono come curare la lavanda in estate sul balcone e sul terrazzo: non è affatto difficile, anzi. Vediamo insieme!
Perché la lavanda ama il sole ma teme i ristagni

Possiamo mettere la lavanda nell’elenco delle piante estive: può cominciare a fiorire nel mese di maggio, ma è tra giugno e agosto che raggiunge il massimo dell’abbondanza. Per vederla crescere sana e rigogliosa anche sul balcone, dobbiamo assicurarci che riceva almeno 6-8 ore di luce solare diretta al giorno. Proprio il sole, tra l’altro, favorisce l’intensità del suo profumo e un’ottimale concentrazione di oli essenziali.
È rustica e forte, affronta bene anche le giornate più calde e persino (brevi) periodi di siccità. Di contro, la lavanda teme i ristagni d’acqua perché possono causare la formazione di muffe e funghi, che a loro volta minacciano di farla seccare o comunque rovinarla. La scelta del terreno, quindi, è fondamentale: dev’essere leggero e ben drenante, meglio se tendenzialmente calcareo o comunque non molto acido.
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Dove posizionarla nei mesi più caldi

Le piante come la lavanda, che necessitano di un’illuminazione intensa e prediligono un’esposizione diretta alla luce solare, si chiamano eliofile. Per curare la pianta di lavanda in estate e nel miglior modo possibile, cerchiamo di posizionare i vasi in un punto esposto a sud oppure a sud-ovest, in modo da creare le condizioni migliori e favorire una fioritura “esplosiva”. Evitiamo invece le zone ombreggiate. In generale non dobbiamo preoccuparci neppure se il clima si fa particolarmente torrido, perché non è una pianta che si brucia facilmente, ma assicuriamoci che il terreno non si asciughi completamente.
Come annaffiarla senza esagerare

Una delle domande cruciali: quando e quanto annaffiare la lavanda in estate? Non ha necessità di molta acqua, anzi dobbiamo andarci piano. Per la lavanda sul balcone, in media, è sufficiente un’annaffiatura alla settimana, ma nei mesi più caldi possiamo aumentare un po’: dipende anche dalle temperature, dalle dimensioni del vaso, dall’umidità e dalla ventilazione, però tendenzialmente possiamo irrigarla ogni 2-3 giorni.
C’è un trucchetto per regolarci. Infiliamo un dito nel vaso fino a raggiungere più o meno 2 cm di profondità: se lo sentiamo proprio asciutto, annaffiamo la nostra lavanda. Se invece percepiamo umidità, non è ancora il momento.
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Quando potare i fiori secchi

La pianta di lavanda si pota due volte all’anno: tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera e in estate o quando si avvicina l’autunno, cioè subito dopo la fioritura. Nel primo caso si tratta soltanto di diradarla, eliminando gli steli in eccesso e quelli che si stanno sovrapponendo in modo disordinato. La potatura estiva della lavanda è diversa: dobbiamo tagliare i fiori secchi, più precisamente le infiorescenze ormai esaurite. Eliminiamo le spighe secche tagliando lo stelo floreale in corrispondenza del punto in cui stanno comparendo le foglie nuove.
Lavanda in vaso: attenzioni particolari

Adesso lo sapete benissimo anche voi: curare la lavanda in estate non è nulla di complicato. Però ci sono altre piccole attenzioni che non costano niente in termini di tempo e fatica eppure fanno la differenza.
- Quando decidiamo di coltivare la lavanda sul balcone, è importante scegliere un vaso abbastanza capiente, che permetta alle radici di svilupparsi senza essere troppo vicine e serrate. Per quanto riguarda il materiale, vi consiglio la terracotta perché è traspirante.
- Ottima mossa è rendere il terriccio più leggero e arioso aggiungendo materiali che favoriscono il drenaggio, come la sabbia grossolana e la pomice triturata.
- Infine, ricordiamo di svuotare il sottovaso dopo aver annaffiato la nostra lavanda.
Come usarla per profumare casa

Il profumo della lavanda è fresco, delicato ma persistente. Sa di pulito e del resto il suo nome deriva proprio dal latino lavare: gli antichi Romani la mettevano nell’acqua nei bagni termali. I sacchetti di lavanda sono il modo più classico per usare i fiori e profumare la casa, in particolare i cassetti e gli armadi. Però io ne conosco un altro, più scenografico e ugualmente efficace, i fusi di lavanda: mi rilasso tantissimo quando li faccio, sono un vero e proprio antistress.
Paneangeli
PENNY
L’Angelica








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