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Se siete appassionati di spezie, probabilmente avete già sentito parlare della fava tonka. Del resto ci sono ottimi presupposti affinché trovi un posto stabile nelle nostre cucine, poiché si tratta di una spezia davvero speciale. Con il suo aroma e sapore, diventa un piccolo tesoro per chi ama sperimentare in cucina.
Cos’è la fava tonka

Le fave di tonka, chiamate anche cumaru, sono i semi della Dipteryx odorata, albero tropicale che appartiene alla famiglia delle leguminose e cresce nelle foreste pluviali del Sudamerica. I frutti contengono uno o due semi ciascuno, lunghi circa 3–4 cm, di colore scuro e dalla consistenza legnosa. I semi si raccolgono e poi vengono lasciati essiccare, in modo che si formino piccolissimi cristalli chiari sulla superficie: è la cumarina, composto naturale che regala alla fava tonka il suo gusto unico.
Un aroma ricco, che unisce note di mandorla, vaniglia e miele, cui si aggiungono lievi sentori di tabacco e caramello. Che sapore hanno le fave di tonka, invece? Dolce e vanigliato, speziato e caldo; anche in questo caso, si percepiscono tracce di mandorla e caramello.
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La fava tonka è arrivata in Europa alla fine del Settecento, grazie ai francesi, e subito (per le caratteristiche che abbiamo appena visto) ha trovato impiego nel settore della profumeria, specialmente per la formulazione di fragranze maschili. Il suo utilizzo in cucina è più recente: le prime “prove”, chiamiamole così, risalgono al XIX e XX secolo e ci portano principalmente in Francia e Germania.
Come si usa la fava tonka in cucina

La fava tonka dà il meglio di sé quando si tratta di dolci. Possiamo usarla per aromatizzare torte, biscotti, muffin, croissant, ma anche per dare un tocco speziato a creme, panna cotta, mousse al cioccolato. E ancora, diventa il “segreto” per regalare un tocco di personalità a budini e gelati. Gli abbinamenti più riusciti sono quelli con il cioccolato, il caffè e la frutta secca.

Volendo, può essere utilizzata come alternativa alla vaniglia, quindi in tutte le ricette che la vedono protagonista. In tutti i casi, c’è una regola: grattugiarla appena prima dell’utilizzo, proprio come facciamo con la noce moscata, per trarre il meglio dal suo aroma e sapore. Ne basta davvero pochissima, perché il suo potere aromatico è piuttosto elevato.
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La fava tonka inoltre si sposa bene anche con alcuni piatti salati, come ad esempio le zuppe e i risotti: provatela con il risotto alla zucca, per esempio! Infine, anche se forse non si direbbe, questa spezia valorizza le carni bianche e la selvaggina.
Dove si compra la fava tonka

Trovare la fava tonka non è facilissimo, ma neppure impossibile. Prima di tutto, possiamo cercarla nei negozi bio o specializzati in prodotti alimentari esotici. Un’alternativa molto comoda è comprarla online: si vende già ridotta in polvere oppure intera, spesso accompagnata da una piccola grattugia. Quanto costa la fava tonka? Le confezioni più diffuse (da 10-30 g) hanno un prezzo medio compreso tra 6 e 12 euro. Non è poco, ma dura parecchio, considerando che di volta in volta sono sufficienti quantità minime.
Come conservare la fava tonka
Per mantenere il più possibile l’aroma unico della fava tonka, l’ideale è metterla in un contenitore ermetico e in un posto fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta del sole e dal calore. Intera si conserva bene anche per 2-3 anni. Nel caso della fava tonka macinata, invece, il profumo tende ad attenuarsi dopo 6-12 mesi.
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