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La pesca Melba è un classico dolce anni Ottanta nato in Inghilterra ma amato e apprezzato in tutto il mondo. Un dessert fresco ed estivo dai gusti decisi e bilanciati, al quale è davvero impossibile resistere.
Ma da cosa deriva il suo nome? Facile: non è altro che il dolce che lo chef Georges Auguste Escoffier creò in onore della leggendaria cantante d’opera australiana Nellie Melba. Lo chef era francese ma lavorava a Londra, e pare abbia inventato dolce tra il 1892-1893, benché divenne conosciuto solo nei primi del Novecento. Egli conosceva la passione di Nellie Melba per il gelato alla vaniglia, le pesche e i lamponi, e così mise a punto questo dolce al cucchiaio buonissimo.
Pesca Melba: come prepararla
Il peach Melba è un dessert ricco e goloso caratterizzato da squisiti contrasti di sapori e consistenze. Il gelato alla vaniglia ha un gusto abbastanza neutro e sta benissimo accompagnato alla pesca sciroppata. Il coulis di lamponi regala la sua nota pungente e acidula e infine le mandorle spezzettate danno croccantezza e aromaticità. Insomma, una vera delizia!
La preparazione è alla portata di tutti e si parte dalle pesche, che dovremo sciroppare facendole cuocere in uno sciroppo di acqua e zucchero per pochi minuti. Mentre le pesche si intiepidiscono, prepariamo il coulis di lamponi, facendoli sfaldare in padella insieme allo zucchero per poi filtrare il composto ottenuto.
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A questo punto non resta che assemblare il dolce pesca melba, mettendo sul fondo delle coppe il gelato alla vaniglia, aggiungendo quindi una mezza pesca sciroppata e sopra il coulis di lamponi. Infine, una pioggia di mandorle tostate e tritate.
Come servire
La pesca Melba va servita così com’è, in coppe da gelato abbastanza grandi. Componiamo Il dessert poco prima di servire e sarà un successo! È un dolce fresco ed elegante, perfetto da condividere con i nostri ospiti alla fine di pranzi e cene speciali.
Forza, vediamo nel dettaglio la ricetta e poi fateci sapere nei commenti se l’avete provata e come vi è riuscita!
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- Preparazione
- 10 minuti
- Cottura
- 10 minuti
- Tempo totale
- 20 minuti
Ingredienti
- 400 g gelato alla vaniglia
- mandorle tritate, q.b.
per le pesche sciroppate
- 2 pesche mature
- 350 g acqua
- 150 g zucchero
per il coulis di lamponi
- 100 g lamponi
- 1 cucchiaio zucchero
Dosi calcolate sulla ricetta originale (per 4 porzioni)
Gli utensili di Benedetta
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Preparazione
Come fare: Pesca Melba
Incidiamo a croce le pesche con un coltello affilato.
Scottiamole in acqua bollente per 30-40 secondi.
Preleviamole con un mestolo forato e mettiamole subito in una ciotola con acqua fredda.
Lasciamo le pesche in acqua per qualche minuto, poi togliamo la buccia e tagliamole a metà.
Prepariamo lo sciroppo: in un pentolino mettiamo l’acqua e lo zucchero e facciamo bollire per qualche minuto, poi abbassiamo la fiamma.
Aggiungiamo le pesche e cuociamole per 4 minuti senza far bollire lo sciroppo. Trascorso il tempo di cottura, scoliamo le pesche e facciamole intiepidire.
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Nel frattempo prepariamo il coulis di lamponi: mettiamo i lamponi e lo zucchero in una padella e cuociamo a fuoco medio.
Schiacciamo i lamponi con una spatola fino ad avere un composto omogeneo.
Filtriamo il coulis con un colino in modo da togliere tutti i semini.
A questo punto siamo pronti a comporre i dessert: mettiamo nelle coppe il gelato alla vaniglia morbido e aggiungiamo la mezza pesca con la parte tondeggiante rivolta verso l’alto.
Uniamo il coulis di lamponi e infine, in cima, un po’ di mandorle tritate. Pesca Melba pronta da servire!
Consigli
Le pesche sciroppate si possono preparare anche il giorno prima, così come il coulis di lamponi. Il gelato deve essere risultare leggermente sciolto, quindi possiamo lasciarlo a temperatura ambiente per almeno 5 minuti prima di comporre le coppe.
Volendo, possiamo preparare la ricetta anche con pesche fresche non sciroppate, basta che siano mature e dolci.
Se non abbiamo trovato il gelato alla vaniglia, possiamo utilizzare anche il gelato alla crema o il gelato fiordilatte.
Conservazione
La pesca Melba va preparata e mangiata sul momento, non conserviamola perché si perderebbe il gioco di consistenze che rende il dolce così speciale.
Paneangeli
PENNY
L’Angelica








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