Chiodi di garofano: curiosità e come utilizzarli nelle ricette

Chiodi di garofano: curiosità e come utilizzarli nelle ricette

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Avete mai provato a schiacciare con le dita un chiodo di garofano? Si sprigiona subito un aroma intenso, dolce e legnoso. I chiodi di garofano arrivano dall’arcipelago indonesiano e da secoli sono molto utilizzati in tutta l’Asia, non solo per profumare le ricette più diverse, ma anche per le loro proprietà terapeutiche. L’Europa li ha scoperti nel VIII secolo tramite le tramite rotte commerciali arabe e da allora il loro utilizzo si è diffuso senza soluzione di continuità. Oggi sono spesso presenti nelle nostre dispense e continuano a sorprenderci con la loro capacità di donare aroma e sapore, al contempo confermandosi alleati del nostro benessere.

Chiodi di garofano: proprietà 

Così piccoli, così potenti: è proprio il caso di dirlo. I chiodi di garofano contengono tante sostanze preziose, che ne fanno una spezia davvero speciale. Prima tra tutte l’eugenolo, responsabile di quel tipico aroma intenso e dolce, ma anche di molte proprietà che giovano al nostro organismo. L’eugenolo è un antinfiammatorio, antimicrobico e analgesico naturale. Inoltre svolge una funzione antiossidante, contrastando i radicali liberi e contribuendo a rallentare l’invecchiamento cellulare.

I chiodi di garofano rappresentano una preziosa fonte di vitamine, tra cui la C (anch’essa dotata di potere antiossidante) e la K, e sali minerali, in particolare manganese e calcio.

I benefici dei chiodi di garofano

Tradizionalmente, i chiodi di garofano vengono utilizzati per alleviare mal di denti, problemi digestivi e nausea. Secondo alcuni studi hanno persino un effetto protettivo sulla mucosa gastrica. Grazie alle vitamine e ai sali minerali di cui abbondano, sostengono il sistema immunitario e il metabolismo energetico, fanno bene alle ossa e ai denti e contribuiscono a tutelare la salute cardiovascolare.

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La pianta dei chiodi di garofano: da dove provengono

I chiodi di garofano sono i boccioli essiccati del Syzygium aromaticum, un grande albero originario dell’Indonesia ma presente anche in India, Malesia, Madagascar e Brasile. La loro forma richiama effettivamente quella di piccoli chiodi, il loro colore è marrone scuro.

La pianta dei chiodi di garofano può raggiungere diversi metri di altezza ed è caratterizzata da foglie sempreverdi, lucide e profumate, e fiori bianchi, riuniti in grappoli, che si raccolgono prima che sboccino. Il Syzygium aromaticum cresce bene con un clima tropicale, caldo e umido, e richiede terreni fertili e ben drenati.

Olio essenziale di chiodi di garofano: a cosa serve

L’olio essenziale di chiodi di garofano viene ricavato proprio dai boccioli essiccati del Syzygium aromaticum, principalmente tramite distillazione a vapore, quindi è un concentrato di tutte le sostanze contenute nei chiodi stessi. Serve a lenire mal di denti e infiammazioni, grazie alla sua azione analgesica e antimicrobica. Può anche contribuire a contrastare batteri, funghi e alcuni virus, di conseguenza essere utilizzato (in quantità minime) per l’igiene orale quotidiana o come disinfettante “casalingo”.

Ci aiuta a digerire meglio e ridurre gonfiori e nausea, e regala sollievo in caso di tensioni muscolari locali. Meglio evitare, invece, di adoperarlo in cucina perché l’aroma molto forte può sovrastare gli altri ingredienti.

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Come usare i chiodi di garofano in cucina

E veniamo proprio alla cucina. I chiodi di garofano sono molto versatili: possiamo usarli nella preparazione di biscotti, torte, budini, marmellate e composte. Vincente è la combinazione con altre spezie come la cannella, la noce moscata e il cardamomo.

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Regalano un valore aggiunto anche a molti piatti salati, per esempio stufati e arrosti, zuppe e minestre, ragù e salse. Molti preferiscono, però, toglierli prima di gustare la pietanza in questione.

vin brulé

I chiodi di garofano sono anche un modo per profumare ulteriormente il vin brulé, il , gli infusi, gli sciroppi, i liquori, le salse e i sottaceti.

Un piccolo trucco: soprattutto nel caso di infusi e ricette dalla cottura lenta, meglio schiacciarli leggermente con la punta di un coltello anziché utilizzarli interi. In tutti i casi, la parola d’ordine dev’essere sempre moderazione.  

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