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Autunno, inverno, primavera ed estate portano con sé tanta frutta di stagione e non possiamo che pensare a marmellate e confetture! Mettersi ai fornelli per preparare una marmellata fatta in casa, buona e genuina come quelle della nonna, è un vero piacere! Qual è però la differenza tra marmellata e confettura? Quali sono le caratteristiche che le contraddistinguono?
Tutti commettiamo l’errore di confondere la marmellata e la confettura, perché nel linguaggio comune questi termini sono considerati sinonimi. Vi è mai capitato di chiedere al bar un cornetto con la confettura? In realtà si tratta di due preparazioni ben distinte, seppure molto simili fra loro: facciamo chiarezza.
La soluzione della Comunità Europea
Nel tempo si è fatta una gran confusione tra la marmellata e la confettura, almeno fino a quando la legge non ha dato una definizione esaustiva, cercando di fare chiarezza. Molto spesso si sentiva parlare della marmellata come un prodotto che differiva dalla confettura perché, a differenza di quest’ultima, era sprovvista di pezzi di frutta. In altri casi, questa differenziazione era ribaltata e si pensava che la marmellata fosse una preparazione con frutta in pezzi, mentre la confettura ne era priva. Per questa ragione si è mossa addirittura la Comunità Europea che ha risolto la controversia con una direttiva, facendo una netta distinzione delle due parole.
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Cos’è la marmellata
La Comunità Europea ha definito la marmellata come un prodotto alimentare a base di zucchero ed agrumi (quindi arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto e pompelmo) in cui la percentuale di frutta sia almeno del 20%. Il fatto di identificare come marmellata delle preparazioni a base di agrumi deriva dalla tradizione anglosassone, dove il termine “marmelade”(di origine portoghese) era usato solo per indicare la marmellata di arancia amara.
Cos’è la confettura
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La confettura invece è un preparato contenente zucchero e polpa di tutti gli altri tipi di frutta, tranne gli agrumi: pesche, albicocche, fragole, ciliegie, fichi, prugne, pere, mele. In questo caso la percentuale di frutta non può essere inferiore al 35%, quindi con un contenuto di frutta superiore rispetto alla marmellata.
Un’ulteriore distinzione deve essere fatta con la confettura “extra”: questa differisce dalla semplice confettura per via della percentuale di polpa di frutta contenuta nella preparazione che non può essere inferiore al 45% del totale della composizione.
Una cosa è certa, al di là delle differenze tra loro, marmellate e confetture sono le regine incontrastate di colazioni e merende golose. Che dire poi dei dolci con marmellata? La classica crostata alla marmellata nella sua semplicità è il dolce più buono al mondo!
Paneangeli
PENNY
L’Angelica










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