IL GIACINTO

Tra i fiori che colorano la primavera c’è il giacinto, bulbosa il cui nome scientifico è Hyacinthus. Privo di fusto e con fiore tubolare, il giacinto appartiene alla famiglia delle Liliacee e si propaga per divisione. Può essere alto fino a circa 30 cm e ha foglie verde brillante piuttosto carnose. Coltivabile sia in esterno sia interno, il giacinto  può essere di molti colori: dal blu al bianco al rosa.

Questo fiore cresce in Europa e Asia nelle aree temperate e la coltivazione è semplice grazie alla resistenza del bulbo. Lo si trova sia in vaso sia in aiuole e può essere coltivato insieme ad altri bulbi di stagione. Il giacinto, amato per i suoi fiori profumati, è conosciuto fin dall’antichità e pare che in Italia sia stato importato nel 1500. Vediamo quali sono le caratteristiche principali e come si coltiva il giacinto.

 

Varietà e ciclo di coltura dei giacinti

Abbiamo detto che questa bulbosa può avere diversi colori. Tra le varietà più diffuse citiamo innanzitutto il giacinto orientale, che può avere fiori dalle tonalità varie. Rossi, arancio, lilla, bianchi, malva e rosa, i petali di questa specie possono presentarsi anche di colore viola-blu. Ogni fiore ha forma tubolare e finisce con un’apertura a stella. C’è, poi, il giacinto romano, specie originaria del Sud Europa e dell’area mediterranea. Ha infiorescenze molto fitte e fiorisce tra aprile e maggio.

Il giacinto italiano, invece, ha un’altra peculiarità: quella di avere il bulbo ricoperto da una pellicola viola con fiori bianchi o lilla. Abbiamo poi il giacinto olandese, una specie tardiva con fiori dai colori vivaci che risultano più grandi rispetto alle altre varietà. Il giacinto, tra l’altro, è tra i bulbi più soggetti a ibridazione e proprio l’Olanda ne ha create diverse.

In generale, i giacinti fioriscono nel corso della primavera eccetto le specie che vengono forzate alla fioritura per Natale. A fine inverno, il giacinto produce piccole foglie carnose e il corpo centrale si ricopre di piccoli fiori. Marzo e aprile sono i mesi in cui avviene la fioritura e i giacinti rilasciano il loro intenso profumo.

La coltivazione del giacinto: terreno ed esposizione

Se vuoi coltivare dei giacinti, sappi che i bulbi devono essere messi a dimora tra fine estate e inizio autunno. In questo modo, radicheranno per bene e saranno pronti a fiorire in primavera. Poni i bulbi a una profondità di circa 15-20 cm, distanziati gli une dagli altri, e interrali con l’apice verso l’alto. Per garantire lo sviluppo dei fiori, i giacinti non necessito di un terreno particolare: quello universale andrà benissimo. Abbi cura che sia abbastanza ricco e non troppo concimato.

Nel caso in cui il bulbo sia in vaso, usa un composto con prevalenza di torba. Questa, infatti, garantisce la giusta quantità di acqua ed evita ristagni che possono creare muffe. Per quanto riguarda l’esposizione, poi, i giacinti amano ambienti ben illuminati. Poni, quindi, il vaso in un angolo luminoso ma abbi cura, dopo la fioritura, di spostarlo in una zona più riparata. Se, invece, decidi di interrare i bulbi in giardino, non avrai problemi scegliendo un’area soleggiata.

 

Annaffiatura, potatura ed eventuali malattie

La regola fondamentale nella coltivazione dei giacinti è non esagerare con l’annaffiatura. Questo fiore, infatti, come la maggior parte dei bulbi soffre i ristagni di acqua. Annaffia, quindi, evitando gli eccessi in modo da mantenere il terreno umido in modo costante, soprattutto durante la fioritura.

Quindi, diminuisci regolarmente la quantità di acqua da somministrare con l’avvicinarsi dell’autunno. Se vuoi, poi, concimare i tuoi fiori usa dei fertilizzanti a lenta cessione. I giacinti non necessitano di potature, perciò è sufficiente eliminare i fiori appassiti a fine fioritura. Attenzione, invece a chiocciole, muffe e parassiti che possono attaccare la pianta. Buona coltivazione!

Articolo scritto da Redazione

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