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Eccola finalmente l’uva da tavola, uno dei piaceri più autentici che ci regala l’autunno. Grappoli lucenti, croccanti e succosi, zuccherini: un richiamo a cui è difficile resistere. In Italia, a dire il vero, la stagione comincia già alla fine di luglio, ma è proprio in autunno che l’uva da tavola dà il meglio di sé. Scopriamola insieme!
Differenza tra uva da tavola e uva da vino

Non è raro che si faccia confusione, ma uva da tavola e uva da vino non sono la stessa cosa. L’uva da tavola è coltivata con l’obiettivo di consumarla fresca o ricavarne succhi, passiti e confetture. Solitamente è caratterizzata da grappoli grandi, acini carnosi e croccanti, spesso con pochi semi (se non apireni, cioè privi di semi), buccia sottile e un sapore dolce ma equilibrato.
L’uva da vino presenta invece acini più piccoli e una buccia spessa, ricca di sostanze fenoliche (antociani, tannini, aromi), fondamentali per conferire colore, struttura e complessità al vino.

Entrambe le tipologie di uva devono raggiungere un buon contenuto zuccherino, ma con finalità diverse. L’uva da tavola viene raccolta quando è pienamente matura e risulta equilibrata al palato, cioè dolce, gradevole e pronta per il consumo. L’uva da vino, invece, si vendemmia in momenti precisi, determinati non solo in base al tenore zuccherino (che deve garantire il giusto grado alcolico), ma anche valutando il livello di maturazione fenolica di bucce e vinaccioli, indispensabile per ottenere vini di qualità.
In Italia, la raccolta dell’uva da tavola avviene generalmente da fine luglio a novembre, a seconda della cultivar. L’uva da vino, invece, ha un calendario variabile che dipende da zona a zona e dalla tipologia di vino che si vuole produrre.
Varietà più comuni di uva da tavola

L’Italia è tra i principali produttori mondiali di uva da tavola. Il clima mediterraneo e la lunga tradizione viticola favoriscono la coltivazione di numerose varietà: alcune sono autoctone, altre hanno origine straniera ma risultano ormai perfettamente adattate ai nostri territori. Vediamo le principali e più diffuse:
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Uva Italia

Quando si parla di uva bianca da tavola, lo scettro spetta indubbiamente all’Uva Italia. Selezionata nel 1911, oggi è infatti la varietà più coltivata nel nostro Paese, in particolare in Puglia e Sicilia, dove trova condizioni ideali di sole e ventilazione. Presenta grappoli grandi e leggermente conici, di colore giallo-verde, con buccia spessa. La polpa è dolce e croccante, succosa e aromatica.
Uva Regina

L’Uva Regina è coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo, però trova la sua patria d’elezione in Sicilia e Puglia, dove si coltiva da secoli. Gli acini, grandi e dorati, hanno una polpa dolce e aromatica e una buccia spessa ma piacevole. Esistono diverse sottovarietà nate da incroci: per esempio l’Inzolia Imperiale, la Regina di Firenze e la Pergolana.
Uva Victoria

L’Uva Victoria è tra le uve bianche più precoci: matura già a luglio nel Sud Italia, in particolare in Sicilia, Puglia e Basilicata. Nata dall’incrocio tra Regina e Cardinal, è caratterizzata da acini grandi e pesanti, con buccia spessa e colorazione gialla intensa. È apprezzata per il gusto dolce e la polpa croccante.
Uva Red Globe

È originaria della California, ma oggi viene ampiamente coltivata anche in Puglia, Sicilia e Basilicata. Si riconosce per i grandi acini rosso purpurei, la polpa soda e il sapore dolce e rotondo. È una tipologia molto amata anche per via della lunga conservabilità.
Uva Cardinal
Tra le varietà di uva nera da tavola più precoci, la Cardinal si comincia a raccogliere nei primi giorni di agosto. Nata in California negli anni ’30 da un incrocio tra Flame Tokay e Alphonse Lavallée, è oggi coltivata in Puglia, Sicilia, Lazio e Basilicata. Gli acini, di colore rosso-violaceo non troppo intenso, hanno una polpa croccante e carnosa e un gusto dolce con una leggera nota acidula.
Uva Black Magic

È tra una le prime uve nere a maturare, possiamo gustarla già a luglio. Trova le sue condizioni ideali in Sicilia, Puglia e Basilicata. Gli acini, di colore scuro intenso, presentano una buccia sottile e una polpa dolce e succosa. È apprezzata per il sapore estremamente equilibrato.
Uva Palieri
Si riconosce subito dal suo aspetto: i grappoli sono lunghi e compatti, con bacche grandi e di colore nero-violaceo. È coltivata soprattutto in Puglia, Sicilia e nel Lazio. Ha un sapore dolce e deciso e una consistenza piacevolmente croccante.
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Uva Pizzutella

Autoctona della Puglia ma molto diffusa anche nel Lazio (è celebre quella di Tivoli), la Pizzutella si distingue per i suoi acini allungati e appuntiti, da cui prende il nome. Ne esistono versioni a bacca bianca e a bacca nera; la polpa è dolce e delicata, la buccia sottile.
Uve senza semi
Ci sono poi le varietà di uva senza semi. La più comune in Italia è la Sugraone, coltivata principalmente in Puglia e in Sicilia, ma anche in Basilicata. I suoi acini verdi, grandi e croccanti, hanno un gusto dolce e aromatico.
Proprietà e benefici dell’uva da tavola

L’uva da tavola – bianca, rossa o nera, da questo punto di vista non ci sono grandi differenze – è un vero concentrato di gusto e salute. Contiene elevate quantità di zuccheri naturali, che forniscono energia immediata, ma anche di vitamine (soprattutto vitamina C e del gruppo B) e sali minerali (in primis potassio, magnesio e ferro).
Le varietà a buccia scura, come Red Globe, Cardinal e Black Magic, sono inoltre particolarmente ricche di antociani e polifenoli, potenti sostanze antiossidanti che aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e giovano all’apparato cardiovascolare. L’uva bianca e verde, tra cui Italia, Regina, Victoria e Sugraone, è invece una preziosa fonte di acqua e fibre, che favoriscono l’idratazione e la regolarità intestinale.
Tutte le varietà favoriscono la digestione e svolgono un’azione depurativa, grazie alla presenza di enzimi; contribuiscono a rafforzare la funzione immunitaria e ci aiutano persino a combattere la stanchezza.
Come conservare e mangiare l’uva da tavola

L’uva va conservata in frigorifero, preferibilmente nel cassetto della frutta, e consumata nel giro di pochi giorni. Purtroppo tende a perdere presto croccantezza, aroma e anche proprietà nutrizionali. Mangiata nella massima semplicità è un vero piacere, ma possiamo anche usarla per preparare magnifici dolci casalinghi: torte, ciambelle, plumcake o renderla protagonista di squisite conserve, per assaporarla tutto l’anno. La confettura di mele e uva è davvero irresistibile!
Paneangeli
PENNY
L’Angelica








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